le primarie del PD di domenica scorsa

di Piero Stagno, 30/09/2009
30/9/2009

Cari amici,

come sapete, domenica ci sono state le primarie del PD per l'elezione dei
segretari nazionale e regionale.

Sono state un grande ed inaspettato successo di partecipazione, tanto che,
almeno a Genova, l'organizzazione ha dovuto far stampare altre schede in
fretta e furia, perché verso le 18 nella maggior parte dei seggi erano già
finite: i votanti, che pagavano 2 euro - nel seggio dove ero io, media di
versamento circa 2,6 - sono stati circa il 30% del voto PD alle europee con
un tempo di votazione di circa la metà, il che dimostra la grande attesa che
circonda il PD e anche dimostra che la gente spera che qualcuno la liberi di
Berlusconi: sono stato al  seggio tutto il giorno e il commento più udito
era "ce la faremo a liberare l'Italia da Berlusconi?"

Naturalmente questo carica Bersani, ma anche tutto il partito,di una grande
responsabilità, in quanto questo grandissimo capitale di fiducia e, direi,
di entusiasmo, non può essere deluso, quindi è necessario a tutti i livelli,
locale e nazionale, un salto di qualità e quantità dell'azione politica.

Come è ovvio, per me, alla soddisfazione per l'affermazione del partito si
aggiunge la consapevolezza che la scelta di Bersani è stata la scelta più
idonea per radicare nella società un partito che rappresenti la sintesi
delle due tradizioni politiche che hanno segnato la storia del secolo XX in
Italia: esse si sono combattute aspramente per alcuni decenni, ma partivano
entrambe dalla consapevolezza che una società moderna non può tollerare
grandi disuguaglianze sociali ed hanno fatto assieme Resistenza e
Costituzione.

In questa luce appaiono grottesche alcune posizioni che sono emerse nei
giorni scorsi, fra le quali spicca quella di Rutelli: personalmente non ne
ho mai avuta alcuna stima, in quanto l'ho sempre ritenuto dal punto di vista
politico piuttosto scarso (nel marzo 2004 in una lettera alla mailing list
della Margherita avevo dato 6 -- di incoraggiamento alla sua piattafoma
congressuale) e dal punto di vista personale non ho mai potuto sopportare
quelli che sono stati definiti per sempre dal Giusti nella poesia in memoria
del Signor di Talleyrand (quella che comincia "Girella emerito di molto
merito").

Ce ne sono state un paio anche a Genova, una delle quali spicca per patetica
meschinità, che tratta i firmatari dell'appello pro Bersani come gente che
per un piatto di lenticchie si è venduta alla tradizione socialdemocratica:
evidentemente lo scrivente considera gli altri alla sua stregua, anche
perché la stragrande maggioranza di essi sono persone che si sono pienamente
realizzate nella vita personale e politica e quindi non ha bisogno di
lenticchie né altro: circa poi la sintesi fra le tradizioni di cui parlavo
sopra, per noi vale sempre il detto di Moro: "chi ha più filo più tesserà".

Un caro saluto.

Piero Stagno


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Appello cattolici democratici per Bersani - stesura corretta

di Piero Stagno, 19/10/2009

19/10/2009

Cari amici,

vi invio una nuova stesura dell'appello cattolici democratici per Bersani,
con un certo miglioramento del testo e, cosa più importante, con le firme
dei sottoscrittori.

Scusate la ripetizione. che però, dicevano gli antichi, iuvat.

Un caro saluto.

Piero Stagno

 

NOI, CATTOLICI DEMOCRATICI NEL PD….. 
 

     Il Congresso del partito Democratico è in pieno svolgimento e , al di là di alcune punte polemiche poco comprensibili, ha visto una vivace partecipazione al dibattito nelle assemblee dei circoli, segno di una generale volontà di concorrere alle scelte che caratterizzeranno il partito nei prossimi mesi. 

      Come credenti che hanno scelto di svolgere il loro impegno politico nel PD desideriamo far presenti alcuni motivi fondamentali che lo contraddistinguono, senza alcuna pretesa di esaurirne tutte le ragioni. 

      Riteniamo che il partito Democratico, nato dall’intuizione dell’Ulivo, sia la più interessante novità politica degli ultimi venti anni, caratterizzati, anche a livello mondiale, da grandi cambiamenti sociali, dall’emergere di nuovi generali problemi e di tante diverse esigenze.  

      Noi crediamo che il Partito Democratico, in cui sono confluite le grandi tradizioni culturali e politiche che, dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno condotto l’Italia a sviluppare libertà e benessere sulla base dei valori recepiti dalla Carta costituzionale, possa costituirsi come un grande partito riformatore attento ai problemi delle persone come dei gruppi sociali, dell’ambiente, delle relazioni fra i popoli, capace di tutelare e sviluppare i diritti come di sostenere l’adempimento dei doveri. 

      Per noi che veniamo dalla tradizione cattolico democratica del primo PPI, della DC e del Partito Popolare Italiano, dell’associazionismo e del mondo del volontariato, dell’esperienza sindacale e sociale, è prioritaria una politica che, con rigore, verità e legalità assicuri la difesa delle ragioni degli ultimi, sviluppi il sostegno alla famiglia, promuova la formazione integrale della persona, accetti e faciliti il multiculturalismo, garantisca solidarietà e accoglienza, impronti la sua azione politica all’etica dello sviluppo sostenibile. 

      Un altro valore per noi è fondamentale: quello della laicità  responsabile, perché senza di essa la politica diventa settaria; diventa dispotica, schiava dei fondamentalismi, incapace di vero rispetto per le persone e per le opinioni,  in sostanza di autentica democrazia. 

     Di fronte alla deriva pericolosa della società italiana e di fronte ad una opinione pubblica che appare priva della capacità di indignarsi e di reagire al degrado culturale e morale in atto, siamo convinti che si debba costruire una alternativa solida, culturale e politica, che solo un partito popolare, radicato nella cultura profonda dell’Italia, può garantire. Esso trae forza e senso da antiche radici, che oltrepassano ampiamente le vicende degli ultimi decenni: radici di emancipazione e di riscatto, di autonomia, di solidarietà e di sobrietà che furono la premessa viva delle grandi formazioni politiche popolari all’inizio del secolo scorso. 

     L’occasione per il rilancio di una vera alternativa politica e culturale ad un Governo che disprezza le istituzioni sarà il 25 ottobre con le “primarie” del Partito Democratico. 

     Noi abbiamo scelto di appoggiare Pier Luigi Bersani alla segreteria nazionale del PD e Lorenzo Basso alla segreteria regionale ligure per i seguenti motivi. 

     Vogliamo un PD che valorizzi i suoi elettori attraverso primarie serie, non mediatiche e plebiscitarie, riservate alle scelte più significative. Vogliamo un partito di iscritti, radicato nel territorio, federale, basato sull’autonomia decisionale dei  circoli secondo il principio di sussidiarietà. Rifiutiamo il partito delle comunicazioni televisive fatte da un capo a pletoriche assemblee.  

     Vogliamo un Pd con una precisa identità, sintesi delle culture che lo hanno generato. Come cattolici democratici rifiutiamo di stare nel PD come corrente organizzata ed identitaria che “media” con le “altre” componenti. Siamo consapevoli di essere portatori di un patrimonio culturale e politico inestimabile che vogliamo mettere al servizio del PD come lievito qualificandoci, laicamente, per quello che saremo capaci di proporre, non per quello che siamo o siamo stati. 

     Vogliamo tornare a governare e scalzare l’attuale preoccupante deriva istituzionale. Come intuirono i nostri Padri costituenti, il compito di ricostruzione morale e civile di un Paese non può essere affidato ad una sola forza politica, neppure se avesse la maggioranza assoluta. La storia del cattolicesimo democratico italiano, da Don Sturzo in poi, è fatta di dialogo e di alleanze. Crediamo che questa sia ancora la strada da seguire, senza tentazioni di autosufficienza o malintese “vocazioni maggioritarie”. 

      Vogliamo costruire la nuova ed originale identità del PD perché  si possa, nella chiarezza dei programmi, aggregare forze politiche che governino, rispondendo alle esigenze del Paese ed arrestandone il declino altrimenti inevitabile. 
 

Simona Amalfi, Jacopo Avegno, Marco Bagnasco, Luigi Barile, Diego Barontini, Beppe Belfiore, Maria Pia Bozzo, Roberto Cabona, Rina Caminati, Alesando Camoriano, Federico Campanella, Francesca Cappelli,  Andrea Carratino, Antonello Care’, Raffaele Caruso, Diego Cattivelli, Roberto Celi, Agostino Cesareo, Laura Cevasco, Sandro Cogorno, Paolo Cortesi, Matteo Cosulich, Maria Teresa Dagnino, Emmina De Negri, Giovanni Dodero, Giuseppe Fabbri, Edmondo Forlani, Fabio Franchini, Filippo Giugni, Giuseppe Giusti, Fabrizio Grasso, Giorgio Jester, Piero Longhi, Enrico Mainardi, , Luigi Merlo , Giancarlo Minola, Andrea Montanari, Paola Montaldo, Giulio Montinari, Giancarlo Mori, Alessandro Parodi, Luca Parodi, Roberto Parodi, Andrea Pastorino, Giorgio Pescetto, Giovanni Pessagno, Mario Pino, Giancarlo Piombino, Vittorio Pongilione, Giovanni Rainero, Giorgio Ravera, Angelo Sibilla, Giuseppe Spatola, Piero Stagno, Roberto Tassisto, Giorgio Vallebona, Gianni Vassallo, Paolo Veardo, Francesco Vernazza, Gianfranco Viale, Claudio Villa, Roberto  Zanovello, Stefano Zara, Vincenzo Zucca

 



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Elezioni segretario PD - Appello cattolici democratici per Bersani

di Piero Stagno, 18/10/2009

18/10/2009

Cari amici,

domenica si svolgeranno le elezioni per il segretario nazionale e i
segretari regionali del PD; da tempo ho scelto Bersani, perché mi pare
meglio di tutti rappresenti la sintesi fra le due culture fondative del
partito, che, pur essendosi aspramente combattute per molti anni, hanno
sempre avuto in comune l'attenzione per i ceti più deboli (basti pensare a
quanto dicevano Marx nei suoi scritti e Leone XIII nella Rerum Novarum,
seguito poi dai papi successivi Pio XI, Quadragesimo Anno, Paolo VI,
Populorum Progressio, Giovanni Paolo II, Centesimus Annus, Benedetto XVI,
Caritas in Veritate) ed insieme hanno fatto Resistenza e Costituzione.

Per la Liguria per gli stessi motivi ho scelto Basso, anche perché mi sembra
ben più idoneo di Cofferati.

Vi allego un appello in merito sottoscritto da alcune decine di esponenti di
Democrazia Cristiana e Partito Popolare, che conosco tutti personalmente e
quindi vi invito a partecipare alle elezioni che si svolgeranno domenica
prossima 25 ottobre dalle 7.00 alle 20.00 (per l'ubicazione dei seggi
elettorali chiedete al Circolo PD della vostra zona, è necessario un
documento di identità e il certificato elettorale).

Un caro saluto.

Piero Stagno

 

 

NOI, CATTOLICI DEMOCRATICI NEL PD….. 
 

     Il Congresso del partito Democratico è in pieno svolgimento e , al di là di alcune punte polemiche poco comprensibili, ha visto una vivace partecipazione al dibattito nelle assemblee dei circoli, segno di una generale volontà di concorrere alle scelte che caratterizzeranno il partito nei prossimi mesi. 

      Come credenti che hanno scelto di svolgere il loro impegno politico nel PD, desideriamo far presenti alcuni motivi fondamentali che lo contraddistinguono, senza alcuna pretesa di esaurirne tutte le ragioni. 

      Riteniamo che il partito Democratico, nato dall’intuizione dell’Ulivo, sia la più interessante novità politica degli ultimi venti anni, caratterizzati, anche a livello mondiale, da grandi cambiamenti sociali, dall’emergere di nuovi generali problemi e di tante diverse esigenze.  

      Noi crediamo che il Partito Democratico, in cui sono confluite le grandi tradizioni culturali e politiche che, dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno condotto l’Italia a sviluppare libertà e benessere sulla base dei valori recepiti dalla Carta costituzionale, possa costituirsi come un grande partito riformatore attento ai problemi delle persone come dei gruppi sociali, dell’ambiente, delle relazioni fra i popoli, capace di tutelare e sviluppare i diritti come di sostenere l’adempimento dei doveri. 

      Per noi che veniamo dalla tradizione cattolico democratica, dall’associazionismo e dal mondo del volontariato, è prioritaria una politica che, con rigore, verità e legalità assicuri la difesa delle ragioni degli ultimi, sviluppi il sostegno alla famiglia, promuova la formazione integrale della persona, accetti e faciliti il multiculturalismo, garantisca solidarietà e accoglienza, impronti la sua azione politica all’etica dello sviluppo. 

      Un altro valore per noi è fondamentale: quello della laicità, perché  senza di essa la politica diventa settaria; diventa dispotica, schiava dei fondamentalismi, incapace di vero rispetto per le persone e per le opinioni,  in sostanza di autentica democrazia. 

     Di fronte alla deriva pericolosa della società italiana e di fronte ad una opinione pubblica che appare priva della capacità di indignarsi e di reagire al degrado morale in atto, siamo convinti che si debba costruire una alternativa solida, culturale e politica, che solo un partito popolare, radicato nella cultura profonda dell’Italia, può garantire. Esso trae forza e senso da antiche radici, che oltrepassano ampiamente le vicende degli ultimi decenni: radici di emancipazione e di riscatto, di autonomia, di solidarietà e di sobrietà che furono la premessa viva delle grandi formazioni politiche popolari all’inizio del secolo scorso. 

     L’occasione per il riscatto dell’Italia e il rilancio di una vera alternativa politica e culturale ad un Governo che disprezza le istituzioni sarà il 25 ottobre con le “primarie” del Partito Democratico. 

     Noi crediamo che la candidatura di Pier Luigi Bersani alla Segreteria del PD, per la sua storia politica, per la sua esperienza di governo e per quella capacità di dialogo, su solide basi programmatiche, con le altre forze politiche interessate al cambiamento del paese, possa rappresentare quella sintesi culturale e politica capace di costituire un essenziale e indispensabile punto di riferimento per il governo dell’Italia. 

     Con analoga convinzione e a maggior ragione sosteniamo per la Segreteria regionale la candidatura del consigliere regionale Lorenzo Basso, al quale ci legano appartenenza territoriale, storia, cultura e sensibilità religiosa.

 

 



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